Alternative al lievito di birra

In questi giorni molti ci chiedono dove trovare il lievito di birra? E si, un pò per paura di rimanere senza viveri, un pò per noia ci siamo tutti improvvisati cuochi…

Il lievito non si trova nei supermercati, nelle botteghe di paese o meglio è difficile trovare il lievito in questo periodo.

In cucina, il lievito di birra è utilizzato per preparare le più svariate ricette: pane, pizze e focacce, ma anche per dolci e frittelle.

In questo periodo è particolarmente ricercato un pò per superare la noia della quarantena forzata, un pò per avere la certezza di avere sempre disponibile pane o pasta.

Insomma, in questo periodo il lievito pare proprio introvabile.

Ma cos’è di preciso il lievito?

È un fungo microscopico, formato da colonie di Saccharomyces cerevisiae, ottenute per fermentazione. Il lievito di birra è particolarmente rinomato per le sue proprietà nutrizionali, è infatti ricco di importanti nutrienti, come proteine, sali minerali (tra cui ferro, selenio, cromo, calcio, potassio e fosforo) e amminoacidi essenziali.

Altra nota di rilievo è l’alta concentrazione di vitamine, soprattutto del gruppo B, di cui rappresenta una fonte completa.

La corsa alla spesa di questi giorni ha fatto si che in tanti si chiedono dove comprare il lievito di birra ma dare delle risposte è davvero difficile.

Ma non preoccupatevi, è sempre possibile sostituire il lievito di birra o comunque trovare dei sostituti al lievito.

Come fare il lievito di birra a casa

Il lievito di birra è stato utilizzato da sempre in cucina fin dall’antichità.

Per un buon risultato è opportuno utilizzate una buona birra artigianale, non filtrata.

Ecco i 3 ingredienti per fare il lievito di birra a casa: 

  • birra, 200 millilitri,
  • zucchero, 2 cucchiaini,
  • farina, 2 cucchiai.

La produzione durerà circa 5 minuti e con queste quantità otterrete circa 100 grammi di lievito di birra.

Prepariamo il lievito di birra a casa:

Mettete tutti gli ingredienti insieme in una ciotola di vetro e mescolate.  Coprite la ciotola con della pellicola e foratela in più punti con uno stuzzicadenti. Anche se sembra liquido, non è un problema! Durante la notte si solidificherà, anche se è bene ricordare che non sarà mai solido come quello in commercio.

Il composto deve riposare per una notte intera a temperatura ambiente. Una volta pronto va conservato in frigo, così durerà circa due giorni al massimo, ma è possibile anche congelarlo e utilizzarlo quando serve!

pasta-qualità

Pasta di qualità: 7 caratteristiche + 1 per analizzare la qualità della pasta

La pasta è uno degli alimenti più amati dagli italiani ma anche molto discussa ultimamente a causa delle ultime ricerche scientifiche, secondo le quali alcune marche famose di pasta non produrrebbe una pasta di qualità.

Ma che significa pasta di qualità? Cosa bisogna verificare per scoprire la qualità della pasta?

In questo articolo vogliamo illustrare 7 prove + 1 da fare anche in casa per verificare e accertare la qualità della pasta che mangiamo ogni giorno!

  1. Qualità a prima vista: se una pasta è di qualità, lo si vede già a prima vista! La pasta di qualità, da cruda ha un colore giallo ambrato omogeneo, senza puntini chiari o scuri. Quando si spezza ha un suono secco. Se l’essiccamento della pasta non è stato condotto nel modo corretto, sulla pasta si possono notare delle sostanze di color rosso bruno, che penalizzano la cottura. La presenza di puntini bianchi sulla superficie è indice di una non perfetta idratazione della semola, mentre se i puntini sono neri è segno della presenza di frammenti di crusca non eliminati in macinazione o di particelle di semola derivanti da cariossidi (chicchi di grano) scure.
  2. Acqua di cottura limpida: Se durante la cottura della pasta, questa rilascia l’amido, la pasta non tiene la cottura. Potrebbe sembrare strano, ma quanto l’acqua si “sporca” durante la cottura della pasta, è un indizio importante di scarsa qualità della pasta. Più limpida resta l’acqua durante la cottura, più è segno di qualità. Una pasta di qualità è una pasta che rilascia poco amido e quindi che mantiene un’ottima tenuta in cottura.
  3. L’elasticità: Una pasta è di qualità se la struttura riprende e mantiene la sua forma originaria, è la prova dell’elasticità. Qualche esempio per capire meglio, il pacchero si “siede” oppure no? Lo spaghetto mantiene la sua forma oppure si ammassa? La pasta di buona qualità ha un glutine di buona qualità e si reidratata in modo omogeneo.
  4. La cottura: Ma una pasta di qualità deve essere cotta bene. Siamo abituati ad assaggiare la pasta prima di scolarla. Se a cottura corretta la pasta si presenta con zone molli (all’esterno) e dure (all’interno), significa che la pasta è stata lavorata bene e soprattutto prodotta con materie prime di ottima qualità. La cottura della pasta deve risultare omogenea.
  5. La forma: A fine cottura, quanti pezzi restano interi e quanti si sono sfaldati? Quanti sono incollati tra loro? Ovviamente, più pezzi sono difettati, più la qualità della pasta sarà minore.
  6. Il “callo”: La pasta, più è “callosa” meglio è. Il callo è lo sforzo che occorre per tagliare con i denti la pasta, la sua resistenza al taglio, l’elasticità e la capacità di mantenere queste performance, anche in condizioni di stress (extracottura, attesa del servizio) sono caratteristiche fondamentali per capire se una pasta è di qualità.
  7. L’extracottura: Uno dei test di laboratorio a cui è sottoposta la pasta per verificarne la qualità è lo stress con l’extracottura: più aumenta la durata della cottura, tanto più diminuiscono tutti gli indici di qualità. Per prima cosa va individuato il tempo ottimale di ccottura, cioè il momento in cui la parte centrale della pasta (la cosiddetta “animella” bianca) si idrata e perde il suo colore biancastro. È quello che troviamo scritto sulla confezione. Si mantiene il prodotto in cottura per il 25%-30% in più (circa 2-3 minuti). In questo modo si prova quanto la pasta è in grado di sopportare errori e distrazioni quando cuciniamo. Ovviamente, meglio si mantiene la pasta in extracottura, maggiore è la qualità della pasta.
  8. La “patinosità”: Infine possiamo analizzare i valori di callo e “patinosità” dopo aver scolato la pasta e averla “dimenticata” nello scolapasta per alcuni minuti. Per quanto tempo rimane ancora buona? Questo è uno degli indici di qualità della pasta utilizzati soprattutto nel settore della ristorazione.

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In quantità industriale

Ciao,sono Laura di ManGiaSti, l’UNICO negozio online di prodotti tipici100% Calabresi, 100% Artigianali, 100% Senza Conservanti
Nei giorni scorsi, ho sentito l’Ufficio Commerciale del corriere al quale affido le spedizioni.
Lavoro con loro da diversi anni, in modo continuativo, pagamenti puntuali ecc ecc, quindi ho chiesto una revisione (al ribasso) delle tariffe.
Risposta ricevuta: “Per avere un prezzo più basso devi spedire in quantità industriali!”
Questa risposta mi ha fatto riflettere sulla scelta di vendere esclusivamente prodotti artigianali e sui potenziali clienti che lamentano prezzi troppo alti.
Al momento, io non posso ASSOLUTAMENTE spedire in quantità industriale, perchè vendo prodotti artigianali e quindi NON HO DISPONIBILITA’ INDUSTRIALE.

L’unico modo che ho per abbassare i prezzi dei prodotti è quello di cambiare prodotto!
I prodotti industriali costano moltoooo meno! Almeno un 20/30%
Così avrei sicuramente maggiore disponibilità di prodotto e, forse, anche un maggior numero di ordini e quindi… potrei spedire in quantità industriali!!!
Il costo attuale medio per ogni spedizione è di 10€ , oltre i costi di imballo (scatola, nastro adesivo, pluriball, imballo isolante e ghiaccio sintetico ove necessario, film protettivo antipioggia) in totale poco più di 1€.

Al cliente chiedo solo un contributo di spedizione di 7,50€ (ben 3,50€ restano a carico mio)
Se spedissi in quantità industriale avrei un costo per ogni spedizione di circa la metà rispetto al costo attuale, un bel risparmio!
Insomma, passare ad un prodotto industriale mi porterebbe solo vantaggi: minor costo prodotto, maggior ricarico, minor costo di spedizione e quindi maggior numero di ordini!!!
>> Tutto questo però andrebbe contro quella che è l’idea di fondo del mio progettoridare a noi stessi, e magari ai nostri parenti lontani, anche all’estero, la possibilità di ritrovare gli antichi sapori dei VERI prodotti calabresi, prodotti al 100% in Calabria come una volta, e soprattutto in modo genuino senza conservanti.
Si, perchè, seleziono personalmente, ad uno ad uno, i prodotti proposti nel catalogo, ma, condizione essenziale per collaborare con noi, è di avere una produzione artigianale!
Pochi prodotti, quantità limitate, ma solo eccellenze della nostra terra!
Su questo non posso e non voglio scendere a compromessi per rispetto verso gli oltre 2.000 clienti che hanno creduto in noi e che continuano a sceglierci giorno dopo giorno.
Ecco una delle ultime recensioni ricevute dai nostri cari clienti:
E allora, proprio no! 
Non posso proprio fare a meno di continuare a proporvi prodotti che vi facciano entrare nelle cucine delle nonne calabresi!!!
Se anche tu la pensi come me e non vuoi rinunciare alla genuinità dei prodotti alimentari, passa a trovarci >> CLICCANDO QUI <<
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A presto
Laura di ManGiaSti.it

www.mangiasti.itTel +39 3351502213info@mangiasti.it

Intervista a Giuseppe Salvatore Paladino

Giuseppe Salvatore PaladinoGiuseppe Salvatore Paladino: Calabrese, gastronomo, cuoco, docente ed esperto di peperoncino, chef per il progetto CalabriaBox.
L’abbiamo incontrato per farci raccontare il suo rapporto con la tradizione e la sua storia.
Giuseppe, parlaci un pò di te. Dove e quando/come nasce la tua passione per la cucina?

La mia passione per la cucina nasce all’età di sei anni, quando per esigenze di lavoro i miei mi lasciavano con mio nonno che mi affascinava con i profumi della sua cucina e con i peperoncini che mangiava. La cosa che mi colpì di più, è che tutti i giorni a fianco del bicchiere di vino aveva sempre un peperoncino che mangiava a crudo. Era il mio eroe e ha ispirato le mie due grandi passioni: la cucina e il peperoncino.

La Calabria ha una grandissima varietà gastronomica. Cosa puoi dirci? Cosa conservare e cosa innovare?

La Calabria è sempre stata una terra generosa dei prodotti della terra e della norcineria.  Proprio questa tipicità ha fatto si che negli ultimi anni si creasse una sorta di sinergia tra i prodotti tipici e la voglia di innovare e di promuovere le produzioni di eccellenza calabrese. E così oggi, la gastronomia della Calabria non si basa solo sul notissimo bergamotto e sulla versatilità della ‘nduja ma anche sulle tante produzioni biologiche e di qualità.  E’ una regione in continua evoluzione dove i giovani cuochi calabresi hanno iniziato a fare innovazione e ricerca valorizzando la tradizione. Io conserverei l’amore per la tipicità, il rispetto per le matiere prime. Mi piacerebbe venissero sviluppate nuove idee  e creati nuovi format di prodotti  magari creando dei veri e propri laboratori del gusto.

Com’è nata la collaborazione con CalabriaBox?

Stavo navigando su internet e facendo una ricerca sono rimasto colpito dall’azienda. Allora mi sono messo subito in contatto e ho conosciuto Laura, una ragazza giovane e con la mia stessa voglia di crescere professionalmente. Da li ci siamo confrontati e abbiamo notato di avere gli stessi valori.

Cosa pensi del progetto CalabriaBox?

Come dicevo prima il progetto CalabriaBox mi è piaciuto subito perchè abbraccia i miei valori in quanto valorizza le tipicità calabresi e permette di cucinare senza fare alcuno spreco ricette sfiziosissime. Infatti, tramite la ricetta allegata e il video è possibile cucinare piatti gustosissimi come un vero chef. Inoltre il progetto mi ha colpito per l’impegno di poter far conoscere a tutti la cucina calabrese.

Giuseppe Salvatore Paladino è lo chef che ha ideato le ricette delle nostre CalabriaBox.

Grazie e Complimenti!

Peperoncineria  Paladino SRL- Italian Chilli Pepper – Strada Nuova N.9- 43121 Parma (PR)

Salumi calabresi: guida all’acquisto

Salumi calabresi: guida all’acquisto

Nel mondo online e offline, si sente spesso parlare di salumi calabresi.

Si parla di tagli, insaccatura, legatura e stagionatura, si presentano ricette e metodi che rivisitano qualche tradizione e spesso si pretende che le persone credano che ciò che gli viene presentato, sia non solo eccellente, ma anche la più esclusiva proposta sul mercato.

E questa esclusività, secondo quanto si evince dai discorsi più o meno confusi di chi vuole venderci i suoi salumi, risiederebbe nella “nobiltà” del luogo di produzione, la Calabria.

Quello che però è bene sapere, è che per mangiare al meglio, non basta scegliere il prodotto solo in base al luogo di produzione, dando per scontato che perché prodotto in Calabria, sia migliore di un’altro (argomento su cui ci sarebbe molto da scrivere, ma che preferisco lasciare a chi ha davvero autorevolezza in merito), ma bisognerebbe innanzitutto calcolare altre proprietà delle materie prime, unitamente alla scelta del taglio e alla preparazione.

Per conoscere un vino, basta conoscerne la zona di provenienza? O è il caso di informarsi anche sull’uvaggio e le caratteristiche del metodo produttivo?

Per i salumi calabresi e non, è la stessa cosa.

Ecco allora un bignamino per cercare di fare chiarezza, una volta per tutte, su cosa è effettivamente scritto sull’etichetta del salume quando andate a fare la spesa, o quando lo ricevete a casa da un negozio online.

I SALUMI CALABRESI

Iniziamo dicendo che i salumi in Calabria sono diversi da zona a zona, per questo lo stesso prodotto ha ingredienti e metodi di preparazione ben definiti a Cosenza diversi da quelli che ci sono a Reggio Calabria.

Poco male, se prodotti nel rispetto delle tradizioni (sia come metodo di lavorazione che come ingredienti) sono comunque ottimi prodotti. 🙂

Poi ci sono i gusti di ognuno di noi, ottimi salumi possono non piacere ma non per questo si può metterne in dubbio la qualità.

Siamo sempre alla ricerca di prodotti caserecci, ma siamo sicuri che i salumi che acquistiamo dal nostro macellaio/salumiere di fiducia siano artigianali? Come possiamo verificarlo?

Innanzitutto è IMPORTANTISSIMO leggere bene l’etichetta.

Si perchè (anche se in molto negozi online e offline sembra un’optional) l’etichetta è OBBLIGATORIA.

Il consumatore deve sapere cosa contiene il prodotto che sta acquistando.

nitriti-nitrati-salumi

Bene, torniamo alla nostra etichetta.

Cosa leggi fra gli ingredienti del salume che hai in frigo? Trovi elencati dei codici EXXX? Se si, sai di cosa si tratta?

Te lo dico io: Nitriti E-249 E-250 e Nitrati E-251 E-252

NITRITI E NITRATI NEI SALUMI

Ma perché vengono si usano i nitrati/nitriti nei salumi?

Diversi sono i motivi:

  • Innanzitutto perchè svolgono un’azione antimicrobica e antisettica, soprattutto nei confronti del botulino (ma la corretta produzione e conservazione del prodotto ha lo stesso effetto in maniera naturale);
  • Inoltre stabilizzano il colore rosso delle carni (in particolare nel prosciutto cotto se non si usassero, il prosciutto cotto avrebbe colore grigio!);
  • E ancora, favoriscono lo sviluppo dell’aroma agendo selettivamente nei confronti dei microorganismi che determinano la stagionatura dei salumi.

Quindi le principali motivazioni per cui vengono utilizzati i conservanti nei salumi sono prettamente commerciali: migliorare il colore e il sapore dei salumi calabresi.

Ma una volta, che i salumi venivano fatti in casa, c’erano questi problemi? NO! Assolutamente NO!

E ancora oggi chi, come noi, produce ancora salumi in casa, lo fa assolutamente senza alcun tipo di conservante, o meglio con conservanti naturali: sale e peperoncino e niente altro.

Certo, serve una maggior cura nella lavorazione della carne, nella produzione e nella stagionatura del salume ma il prodotto risultate è nettamente superiore.

Sicuramente chi produce salumi calabresi senza conservanti ne produrrà in quantità inferiore rispetto a chi produce salumi utilizzando nitriti e nitrati, avrà necessità di scegliere solo ed effettivamente carne di alta qualità, con caratteristiche organolettiche integre e stabili e quindi di conseguenza il prezzo del salume sarà superiore.

Ma la differenza fra salume naturale, tradizionale, senza conservanti e salumi con nitriti e nitrati è abissale!

E mi chiedo, si può ancora parlare di negozio di prodotti tipici calabresi se si offrono al cliente prodotti con conservanti?

Il prodotto tradizionale, tipico calabrese deve essere prodotto, seppur nel rispetto della normativa igienico sanitaria vigente, con ingredienti e metodi di preparazione tradizionali, tipici della Calabria di una volta.

Se così non fosse, perché spacciare per prodotto tipico quello che di tipico non ha niente?

Altro punto essenziale: la carne dei salumi che acquisti da dove proviene? Calabria? Italia? Europa?

Carne di suino allevato chissà dove e chissà come che poi viene utilizzata per produrre i salumi tipici (?) calabresi e noi li mangiamo pure.

E no, non va proprio bene!

Vuoi mettere un suino allevato in Calabria? E ancora… un suino allevato allo stato brado con foraggi prodotti nella stessa azienda?

Questo e solo questo è il vero prodotto km0, il vero prodotto tipico calabrese, il vero salume tradizionale calabrese e NON ALTRO!!!

E tu, sei sicuro che i prodotti che acquisti siano effettivamente prodotti senza conservanti?

Leggi sempre l’etichetta 😉

Sale al Peperoncino di Calabria – Come Prepararlo

Sale al Peperoncino di Calabria – Come Prepararlo

A chi coltiva il peperoncino, può capitare a volte, di avere frutti in abbondanza e non sapere come conservarlo. Metodi per conservare il peperoncino e ricette ce ne sono davvero tantissimi. Oggi vogliamo fornirvi un metodo facile e veloce ma anche molto utile: il sale piccante.

Ingredienti per preparare il sale al peperoncino:

  • Peperoncino fresco 100 gr
  • Sale grosso : 500 gr

Metodo di preparazione:

Lava i peperoncini, tagliali elimimando gran parte dei semi interni.

Una volta che hai fatto questo ti consigliamo di usare un frullatore per agevolarti nel tritare i peperoncini. Quanto tritarli? Fino a quando diventano un composto omogeneo.

A questo punto puoi aggiungere il sale e continuare a frullare finchè i due ingredienti vengono amalgamati ben bene.

Ci siamo quasi! Stendi il composto su un vassoio e lascialo riposare per almeno 24h, in un posto relativamente caldo, così da far evaporare i liquidi in eccesso.

Ed ecco, il nostro sale al peperoncino è pronto per insaporire i nostri piatti 🙂

Come utilizzare il nostro sale al peperoncino?

Questo tipo di sale aromatizzato può essere utilizzato per preparare la pasta, per condire delle belle bistecche alla brace ma anche invece del normalissimo sale da cucina (magari tritandolo con un macinino).

Insomma, è un sale adatto per diversi usi, sta a te capire quello più adatto alle tue esigenze!

Consiglio: per conservare al meglio questo sale piccante, conviene sistemarlo in barattoli di vetro, così da evitare che si inumidisca.

ricetta-melanzane-calabresi

Pasta con le Melanzane Sottolio – Ricetta Calabrese

Pasta con melanzane calabresi sott’olio

Un’ottima ricetta che si prepara in pochi minuti, con quello che abbiamo in casa. I rigatoni, la provola e le melanzane si possono servire come primo piatto caldo oppure freddo, come insalata di pasta e si accompagnano benissimo con un buon prosecco.

Per un risultato ottimale, come primo piatto caldo,  vi consiglio di passare in forno qualche minuto prima di servire. Per la versione fredda, invece, in fondo trovate le indicazioni.

Ingredienti

Tempo di cottura 20 Minuti

METODO DI PREPARAZIONE
Tagliate la provola a daini. Tagliate le melanzane a striscioline, recuperando 2 o 3 cucchiai dell’olio del barattolo in una padella.

Unite lo scalogno intero nella padella, altri 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva e un pezzetto di peperoncino e mettetela sul fuoco solo quando state per scolare la pasta.

Cuocete la pasta al dente (un minuto prima di fine cottura), scolate direttamente nella padella e mescolate velocemente.

Versate subito in una pirofila da forno. Unite le melanzane e la provola, mescolate bene, aggiungete una buona manciata di origano e infornate per 10 minuti.

Sfornate e servite i rigatoni provola e melanzane, decorando con foglie di basilico fresche.

Per la versione fredda: Scaldate l’olio con lo scalogno nella padella fin quando lo scalogno inizia a dorare poi spegnete e condite la pasta (scolata e raffreddata sotto il getto dell’acqua fredda) con questo condimento, unendo poi le melanzane e la provola.

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Bruschette Fichi e Alici

Bruschette Fichi e Alici

Oggi voglio presentarvi una ricetta facile e veloce per stuzzicare l’appetito. Ottimo come antipasto o aperitivo.

INGREDIENTI

10 fichi ben maturi
8-10 alici salate al naturale
12 fettine di pane casereccio
olio extravergine d’oliva
pepe

PREPARAZIONE DELLA RICETTA

Taglia i filetti di alici a pezzetti. Ora puoi sbucciare i fichi e schiacciarli grossolanamente con la forchetta. A questo punto amalga i fichi con i filetti di acciuga e una maciata di pepe.

Abbrustolisci sulla griglia le fettine di pane, cospargile con un filo d’olio extravergine di oliva e distribuisci sopra il miscuglio di fichi e acciughe. Tutto qui. Ci sta molto bene anche qualche scaglietta di cipolla rossa di Tropea.

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Proprietà Benefiche dell’Olio d’Oliva Calabrese

Proprietà Benefiche dell’Olio d’Oliva Calabrese

L’olio, con particolare riferimento all’olio extravergine d’oliva calabrese, è un condimento tipico della cucina mediterranea. L’olio evo è ottenuto per pressione a freddo della polpa delle olive. Questa particolare tecnica consente di conservare tutte le proprietà nutritive alimentari – come vitamine e steroli – e tutti i preziosi principi attivi delle olive più pregiate.

Le proprietà benefiche dell’olio d’oliva sono conosciute dai tempi remoti e ancora confermate da recenti studi. L’olio di oliva fa bene al cuore e alla salute in generale, per questo è consigliato generalmente nelle diete. E’ inoltre considerato fra gli alimenti più sani, genuini e gustosi. Ma qual è la composizione chimica dell’olio extravergine d’oliva calabrese. Cosa lo rende così buono?

LA COMPOSIZIONE CHIMICA DELL’OLIO EVO

L’olio di oliva, come di tutti gli oli vegetali, è composto da una frazione saponificabile (trigliceridi) e da una frazione insaponificabile (componenti minori).

La frazione saponificabile costituisce il 99% dell’olio ed è composta da acidi grassi.

La frazione insaponificabile dell’olio di oliva è composta invece da sostanze antiossidanti, unitamente ad altri componenti minori.

L’olio di oliva è composto principalmente da acido oleico, monoinsaturo, una modesta quantità di palmitico e stearico (saturi) ed una discreta quantità di linoleico ed a-linolenico (polinsaturi). Questo acido aiuta a tenere sottocontrollo il colesterolo e svolge un’azione antiossidante molto potente.

Attenzione, ci teniamo a sottolineare che un olio di buona qualità non dovrebbe mai avere una quantità inferiore al 73% di acido oleico. E’ sempre importante verificare bene l’etichetta prima dell’acquisto per evitare di incorrere in vere e proprie truffe alimentari, e di acquistare solo ed esclusivamente olio d’eccellenza, come quello presente su ManGiaSti, il marketplace n.1 di Prodotti Enogastronomici Calabresi, famoso per la vendita di soli prodotti tipici rispettosi della tradizione e della genuinità.

I PRINCIPALI BENEFICI DELL’OLIO D’OLIVA

L’olio d’oliva (in particolare se extra vergine) ha molteplici propietà per la salute.

Innanzitutto, abbassa il colesterolo: grazie alla presenza di fitosteroli, l’olio d’oliva è in grado di regolare il livello di colesterolo LDL nel sangue aumentando la quantità di colesterolo HDL, ovvero il colesterolo considerato “buono”.

Recenti studi hanno dimostrato una correlazione fra il rischio di tumore e l’olio di oliva, grazie agli acidi grassi monoinsaturi e antiossidanti come i polifenoli, contenuti nell’olio e sostanze ben note per la loro azione antitumorale.

L’olio di Oliva è utile anche per prevenire la depressione, infatti secondo alcuni studi, una dieta ricca  di acidi grassi insaturi contribuisce a mantenere il buon umore.

Anche la pressione è tenuta a bada dall’olio di oliva, riducendo la possibilità di infarto cardiaco, grazie all’elevato contenuto di polifenoli e vitamina E. Addirittura l’olio di oliva è considerato un ottimo allegato contro l’arteriosclerosi e l’osteoporsi.

L’elevato quantitativo di vitamina E presente nell’olio d’oliva  fa si che questo prezioso condimento abbia anche proprietà rigeneranti ed effetti antiossidanti.

Quanto OLIO D’OLIVA ASSUMERE OGNI GIORNO?

Come per ogni elemento, anche per l’olio d’oliva è bene esagerare! Secondo gli esperti nutrizionisti, 40 grammi di prodotto (che equivalgono a 3 o 4 cucchiai al giorno), è la quantità corretta da assumere giornalmente. Da segnalare anche che è consigliabile assumere l’olio di oliva a crudo.

Pasta artigianale trafilata al bronzo farina senatore cappelli

Pasta Calabrese Pasta Senatore Cappelli Pasta Artigianale trafilata al bronzo

Oggi vogliamo parlarvi dell’ultimo arrivo nel nostro catalogo, la pasta di semola di grano duro bio SENATORE CAPPELLI, macinata lentamente a pietra naturale.

Questa pasta artigianale calabrese nasce semplicemente dall’amore per la pasta. Nasce dalla riscoperta di antichi sapori genuini, più sani, legati sempre più alla nostra terra.

Il processo di produzione artigianale della nostra pasta senatore cappelli prevede 3 operazioni principali:

  • lavorazione rigorosamente a mano
  • utilizzo esclusivo di trafile in bronzo
  • lentissima essiccazione con basse temperature.

Ecco come nasce la nostra Pasta Calabrese

Il PROCESSO di PRODUZIONE della pasta di semola di grano duro SENATORE CAPPELLI si compone delle seguenti fasi:

IMPASTO e GRAMOLATURA

La semola di grano duro è impastata con acqua, in una percentuale non superiore al 30%. La successiva fase della gramolatura, fa si che l’impasto ben lavorato diventi omogeneo ed elastico.

L’ESTRUSIONE o TRAFILATURA

La trafilatura è una fase molto importante per ottenere una buona qualità del prodotto finale. Una volta ottenuto l’impasto, questo viene trafilato in stampi, ovvero in “trafile”. Le trafile sono utensili esclusivamente in bronzo, che permettono di conferire alla pasta una superficie rugosa determinandone la forma. L’impasto viene spinto contro la trafila che, grazie a fori sagomati, permette l’uscita della pasta con le forme specifiche. Il bronzo delle trafile, durante la fase di estrusione, riesce a trattenere l’impasto nei punti di contatto con la trafila stessa. Questo provoca delle micro asperità che permettono alla pasta, una volta cotta, di catturare e trattenere facilmente il sugo e i condimenti. L’aumento di superficie di contatto con le papille gustative fa si che si esaltino le caratteristiche di sapore della materie prime, conservando la tipica fragranza di grano.

L’ESSICCAMENTO

L’essiccazione varia a seconda dei formati e comunque avviene ad una temperatura compresa tra 40 e 60° C per un periodo compreso tra le 18 e le 60 ore. È questo il momento più delicato di tutto il ciclo produttivo. La pasta viene ventilata più volte con aria calda. Ad ogni ciclo di ventilazione si ha la caratteristica sottofase “DELL’INCARTO”, ovvero si ha la formazione di una sorta di crosta superficiale rappresentata dalla pasta esterna completamente essiccata. Per osmosi, poiché la pasta più interna e quindi non a diretto contatto con l’aria calda dell’essiccatoio, è più umida rispetto alla pasta più esterna, trasferisce umidità alla crosta superficiale ammorbidendola nuovamente. A mano a mano che l’umidità affiora viene eliminata con i successivi cicli di ventilazione con aria calda. La fase dell’essiccazione è ottenuta attraverso le celle statiche nelle quali circola aria calda.

IL RAFFREDDAMENTO e LA STABILIZZAZIONE

L’elemento finale dell’essiccazione è il raffreddatore che provvede a portare a temperatura ambiente la pasta ancora a temperatura d’essiccatoio e quindi a stabilizzare la propria temperatura prima di immetterla nell’ambiente esterno.

IL CONFEZIONAMENTO

Si effettua, entro le ventiquattro ore successive alla produzione, sia per evitare le perdite di umidità che comprometterebbero le qualità organolettiche speciali del prodotto, sia perché, la perdita di umidità e l’eccessiva manipolazione durante il trasferimento determinerebbero la rottura e il danneggiamento delle diverse forme ottenute.

Il grano senatore cappelli in Calabria

paccheri-senatore-cappelliIl grano senatore cappelli è coltivato in Calabria rispettando pazientemente i tempi naturali della terra, senza l’uso di pesticidi ed altre sostanze tossiche. Grazie al processo di lavorazione, la nostra pasta senatore cappelli contiene un bassissimo indice di glutine, contro un altissimo apporto di proteine. E’ per questo che la nostra pasta  risulta un alimento di alta qualità, sia dal punto di vista nutrizionale sia per il gusto originale del grano. Proprio perchè lavoriamo il grano con metodo tradizionale, lasciando inalterata la propria natura.

Il prodotto principale dell’alimentazione italiana è senza dubbio la pasta, quindi è essenziale che sia fatta con un grano italiano. Il Senatore Cappelli è un grano molto coltivato in Italia, il nostro in particolare in Calabria. A partire dagli anni 20 e 30 dalla battaglia del grano, fino agli anni 60 è stato il grano duro più diffuso nel nostro Paese, in seguito fu soppiantato da grani più moderni e ha rischiato quasi di scomparire.

Per quanto abbia festeggiato il centenario nel 2015, il Senatore Cappelli è a tutti gli effetti un grano antico perché selezionato prima dell’introduzione delle moderne lavorazioni industriali, quando le produzioni erano ancora per lo più semplici e artigianali.

Il Senatore Cappelli è un grano come quelli di una volta, a spiga alta, con radici profonde. E’ lideale per essere coltivato biologicamente perché non sopporta di essere concimato troppo (tende a crescere in altezza e spezzarsi).

Proprietà nutrizionali dei grani antichi

Sulle proprietà nutrizionali dei grani antichi, la questione è molto dibattuta. Nonostante i diversi dubbi avanzati, restano molti e solidi gli studi che dimostrano una maggio presenza di flavonoidi e antiossidanti nei grani antichi, proprietà antinfiammatorie e perfino la capacità di ridurre il colesterolo. Inoltre è stata dimostrata la maggior digeribilità e la riduzione delle infiammazioni intestinali definite come intolleranze al glutine, come hanno detto diversi ricercatori.

L’uso continuo di pasta calabrese prodotta con farine raffinate ci ha fatto dimenticare il gusto del grano. La scelta dei grani antichi, ancor più se integrali o semintegrali, ci ricorda che i grani hanno una personalità, dei profumi intensi e un sapore ricco. Il gusto del grano Senatore Cappelli è aromatico e persistente.

Per produrre pasta calabrese con Senatore Cappelli che tenga la cottura servono tempi più lunghi e temperature più basse, ovvero serve una produzione artigianale. Solo lasciando all’impasto il tempo di amalgamarsi e alla pasta il tempo di essiccarsi si ottiene una pasta artigianale di alta qualità. La nostra pasta Senatore Cappelli viene essiccata per un periodo compreso tra le 18 e le 60 ore ad una temperatura compresa tra 40 e 60° C

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